PRESO ATTO dell’'analisi dell'Osservatorio regionale sul mercato del lavoro pubblicato
sul sito della Regione Fvg che individua come stagionale e discontinuo il
mercato del lavoro nel comparto turistico in FVG;
APPRESO DALL’OSSERVATORIO REGIONALE CHE:
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Il settore turistico ha una grande rilevanza per l’economia e l’occupazione
regionale. Nel 2022 gli occupati nel settore
registrati dall’Istat sono 96.192, in crescita del 1.1%
rispetto al 2021 e del 3.1% rispetto al 2019. Il valore del 2022 rappresenta
il 18.6% degli occupati totali in regione, percentuale simile agli
anni precedenti.
·
Gli occupati hanno subito una forte contrazione nel corso del 2020, per le
note difficoltà organizzative e logistiche relative alle misure di contenimento
della pandemia (-1.7%): durante questo periodo si è osservato un sensibile
travaso di personale stagionale verso altri settori, andando a ricoprire
posizioni generiche o più specializzate (e meno discontinue) in settori come la
manifattura, la logistica e i trasporti. La maggioranza degli occupati
sono donne (53.2%) e giovani tra i 15 e i 34
anni (oltre il 61% delle assunzioni totali).
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Le prospettive per la stagione 22023 sono incerte, per le limitate presenze
di italiani e stranieri, dovute all’incidenza dell’inflazione sui consumi delle
famiglie. Nel primo trimestre del 2023 gli occupati nel
settore sono 91.191, in calo tendenziale di circa 3mila unità
(-3.6%), la riduzione si deve soprattutto alla componente maschile (-8.7%),
mentre le donne occupate nel settore crescono dell’1 .7%.
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I dati sulle assunzioni e cessazioni dei rapporti di lavoro offrono il
quadro di un settore fortemente stagionalizzato. Rispetto al 2021 le assunzioni sono
aumentate del 18,8% e le cessazioni del 25.7%. Ad esclusione
del 2020, le assunzioni al netto delle cessazioni sono 2.067 unità, valore
inferiore rispetto al 2021 (3.480) e al 2019 (3.539). Nel periodo
gennaio-aprile 2023 le assunzioni sono 13.837 (+ 21.2% rispetto allo stesso
periodo del 2022), anche se in numero minore le assunzioni a tempo
indeterminato sono in crescita del 13.4%, raggiungendo 867 rapporti di lavoro,
soprattutto tra gli impiegati e i servizi di segreteria e contabilità.
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Nonostante la crescita delle assunzioni a tempo indeterminato e
delle trasformazioni (+28.5%), la quota delle assunzioni
stabili è del 6.7%, rispetto al 12% del complesso dei settori di
attività produttiva regionale. Si tratta per lo più di assunzioni per
la classe 15-24 anni (38.3%) e i 25-34enni (23.6%), e
questo nonostante la nota regressione demografica che riguarda soprattutto i
giovani, con il tendenziale invecchiamento delle forze di lavoro. Il loro peso
sul totale delle assunzioni supera il 60%. Il settore è caratterizzato da una
forte stagionalità. Tra contratto a tempo determinato e lavoro a chiamata le
assunzioni sono oltre il 70%. Per molti giovani, quindi, si tratta di
esperienze marginali, in attesa delle fine degli studi e in cerca di
professionalità più in linea con le proprie competenze. E più stabili.
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A riprova della forte stagionalità estiva, se guardiamo alle assunzioni per
mese nel 2022 queste hanno un picco verso luglio e rimangono ad un livello
elevato nel mese di settembre e in seguito un declino. Mentre, tuttavia, in
quest’anno la l’andamento mensile è più regolare, nel 2021 tra aprile e maggio
si nota un forte aumento (quasi tre volte tanto). Ciò si deve, probabilmente, a
due motivi: da un lato una crescita della domanda di lavoro arrivata
più tardi e, dall’altro, la maggior difficoltà di reperimento che,
tra il 2021 e il 2022 – secondo l’indagine Excelsior-Unioncamere – rimane
particolarmente elevata (intorno al 45%) rispetto al periodo pre-pandemico
(circa 33%).
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Il mercato del lavoro risulta, pertanto, molto frammentato e
discontinuo: il numero di assunzioni pro-capite è pari 1,37 nel 2022
(contro una media regionale del 1,12) e la durata media dei contratti è di 108
giorni, in aumento rispetto al 2021 (95 giorni), mentre a livello regionale è
pari a oltre i 150 giorni. Oltre il 30% delle assunzioni non supera i 60
giorni, mentre tra i 61 e i 180 giorni ricade il 53% delle assunzioni. Queste
caratteristiche derivano da una elevata quota di lavoro a termine, quasi sempre
inquadrata in un CNLL di riferimento, e una singolarmente elevata quota di
lavoro intermittente o a chiamata (quasi il 30%).
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Le assunzioni a tempo indeterminato sono il 5% del totale
a fronte del 12% a livello regionale. Dai dati emerge la forte differenza tra i
datori di lavoro in merito alla lunghezza, la qualità del lavoro e i salari
corrisposti. La quota di “contratti capestro” è limitata, anche se non abbiamo,
per definizione, dati precisi sul lavoro sommerso in questo settore. Molto
probabilmente, inoltre, siamo davanti a un settore caratterizzato da piccoli
esercizi commerciali che rendono più competitivo il mercato, da un lato, ma che
portano spesso a una diminuzione delle offerte di lavoro di qualità,
dall’altro. Per ciò che riguarda le professionalità del settore, oltre il 70% delle
assunzioni è per gli addetti alle attività di ristorazione (quasi
28mila, +19.9% rispetto al 2021), in numero minore sono le assunzioni per
il personale generico nelle attività dei servizi di pulizia (5.561,
+17%) e per il personale addetto all’accoglienza e
informazioni alla clientela, che sono 1.238 assunzioni (+23.9% rispetto al
2021).
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VISTE le segnalazioni in particolare dei ristoratori e del settore turistico
delle difficoltà di reperire personale qualificato;
VISTA la vocazione turistica del nostro territorio;
IL CONSIGLIO COMUNALE
Impegna il Sindaco e gli Assessori competenti
Ad attivarsi nei confronti delle Scuole Professionali e di Settore della
Regione per supportare specifici Corsi di Formazione Professionale destinati
alle attività turistiche dedicati ai giovani di Duino Aurisina
Duino Aurisina, 12 luglio 2023
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