mercoledì 2 novembre 2011

Anniversario

In questo importante doppio anniversario (90° del viaggio del Milite Ignoto e del 150° anniversario dell'Unità d'Italia) ci sembra doveroso e significativo segnalare un importante serie di iniziative.

Venerdì 4 novembre alle ore 16,00 prima dell'ammaina bandiera in Piazza Unità a Trieste, Don Ugo Bastiani, presso la CHIESA ABBAZIALE di SAN GIOVANNI in TUBA benedirà, con le fonti del Timavo la bandiera che verrà posta a Borgo Hermada (Terracina) a ricordo dei tanti caduti sulle nostre terre. Tale gesto venne fatto esattamente 90 anni fa ad Aquileia come rievocato in questi giorni nel treno speciale dedicato al Milite Ignoto. Nel pomeriggio del 27 ottobre del 1921 la Canzone del Piave, cantata dalle voce degli alunni delle scuole elementari, accolse l’arrivo del corteo. La prima bara fu portata da alcune madri, le successive a spalla da combattenti e mutilati, tutte ricoperte dalla bandiera tricolore e da un elmetto cinto di alloro.
Senza l’intervento di alcun oratore ufficiale, agli 11 cataletti fu impartita l’assoluzione e poi vennero collocati su due grandi catafalchi, cinque a destra e sei a sinistra dell’altare maggiore della Basilica. Al termine di un semplicissimo rito, il tempio venne fatto sgombrare e per tutta la notte le bare vennero cambiate di posizione, così da essere sicuri che nemmeno una particolare venatura del legno o una posizione di un chiodo, potesse suggerire a qualche addetto ai lavori, su quale fronte fosse stata recuperata quella che da li a poco sarebbe divenuta la salma del Milite Ignoto.
Alle ore 11 del 28 ottobre, Monsignor Angelo Bartolomassi, Vescovo di Trieste, officiò la cerimonia ed al termine, do
po la benedizione dei feretri con l’acqua del Timavo, venne il momento della struggente scelta della salma da traslare a Roma. Tale mesto compito fu affidato a Maria Bergamas di Trieste il cui figlio irredentista Antonio, aveva disertato l’esercito austriaco per arruolarsi come volontario in quello italiano, cadendo in combattimento senza che il suo corpo fosse identificato.In un silenzio assurdo rotto solo dai colpi a salve dei cannoni, scortata da quattro medaglie d’oro, la donna venne portata al cospetto delle undici bare ed inginocchiandosi davanti all’altare, portò le mani al volto, piegò il capo e piange. Trascorsi alcuni istanti di intensa commozione dove non vi fu lacrima che tenne, da Emanuele Filiberto Duca d’Aosta, Comandante dell’invitta III^ Armata all’ultimo dei soldati, Maria guardò lentamente le 11 bare quasi come avesse deciso di voler prima passare dinanzi ad ognuna, ad interrogare il silenzio, a salutare i corpi che contengono, ma tremante e curva, con movimenti quasi irreali, oltrepassò la prima bara ed improvvisamente cadde in ginocchio davanti alla seconda, alzò un braccio e pronunciando il nome del proprio figlio Antonio, congiunse le mani sulla bara dove depone un velo nero: Maria Bergamas, madre delle madri italiane aveva scelto il rappresentante dei figli d’Italia, sarà quello per l’eternità il Soldato Ignoto).

Domenica 6 novembre a Borgo Hermada a Terracina, in una cerimonia che si preannuncia di grande emozione per i grandi valori che verranno trasmessi nell'alzabandiera all'interno del monumento ai caduti e della deposizione di corone da parte di entrambe le amministratori, verrà firmato un “Patto ufficiale di amicizia” proprio tra il Comune di Duino Aurisina e la Città di Terracina al fine di sancire un rapporto dal grande significato emotivo. La stipula di un Patto di Amicizia tra Enti è un’azione complessa, ricca di prospettive, ed è soprattutto uno strumento straordinario di azione interculturale che crea autentici legami di amicizia che producono positive e durature ricadute nel tempo, in quanto diretta a radicare nella società civile i rapporti di collaborazione istituzionale favorendo gli scambi tra i due Paesi. Dal 2007, dall'iniziativa di alcuni soci dell’Associazione Pedagnalonga di Borgo Hermada di Terracina, annualmente è organizzato un fitto calendario di scambi tra Associazioni, gruppi giovanili e rappresentanti delle Istituzioni con la Città di Terracina ed il Comune di Duino Aurisina, tra queste la Proloco Mitreo di Duino Aurisina, il Gruppo Culturale e Sportivo Ajser 2000, il Lions Club di Duino Aurisina, il Gruppo Speleologico Flondar, il Gruppo Ermada e la Consulta giovani.

Le iniziative poste in essere rivestono un particolare significato per entrambi i territori e le nostra Comunità a Borgo Hermada, soprattutto tra chi ricorda sulla propria pelle, o attraverso i racconti dei genitori e dei nonni, il sacrificio degli anni della Bonifica dell’Agro Pontino e della undicesima battaglia dell’Isonzo, che tra l’agosto ed il settembre del 1917 fu combattuta sull’inespugnato Monte Ermada sul nostro territorio da cui trae il nome l’omonimo Borgo di fondazione cui è stato donato un masso proveniente dal Monte Ermada posto all’interno del monumento ai Caduti nel corso di una solenne cerimonia ufficiale e a Duino Aurisina, triste palcoscenico e crocevia delle più cruenti battaglie della prima e seconda guerra mondiale, in modo particolare per le grandi sofferenze che le popolazioni locali hanno dovuto subire.

Al termine della cerimonia ufficiale e della Santa Messa, verrà inaugurata all'interno degli uffici comunali della delegazione di Borgo Hermada, la Mostra “Voci di Guerra in Tempo di Pace”, la copia ufficiale della mostra realizzata dal Gruppo Ermada e dal Gruppo Ajser 2000 che attualmente sta attirando il grande pubblico al Castello di Duino.

Sono infatti oltre 4500 i visitatori (provenienti dall'Italia e dalla Slovenia e dalla vicina Austria) che dal 15 di ottobre hanno visitato la Mostra al Castello sempre più punto di riferimento culturale dell'intero territorio provinciale.

Massimo Romita

Vice Sindaco ed Assessore alla Cultura.



Benedizione della Bandiera e Cerimonie

In questo importante doppio anniversario (90° del viaggio del Milite Ignoto e del 150° anniversario dell'Unità d'Italia) ci sembra doveroso e significativo segnalare un importante serie di iniziative.

Venerdì 4 novembre alle ore 16,00 prima dell'ammaina bandiera in Piazza Unità a Trieste, Don Ugo Bastiani, presso la CHIESA ABBAZIALE di SAN GIOVANNI in TUBA benedirà, con le fonti del Timavo la bandiera che verrà posta a Borgo Hermada (Terracina) a ricordo dei tanti caduti sulle nostre terre. Tale gesto venne fatto esattamente 90 anni fa ad Aquileia come rievocato in questi giorni nel treno speciale dedicato al Milite Ignoto. Nel pomeriggio del 27 ottobre del 1921 la Canzone del Piave, cantata dalle voce degli alunni delle scuole elementari, accolse l’arrivo del corteo. La prima bara fu portata da alcune madri, le successive a spalla da combattenti e mutilati, tutte ricoperte dalla bandiera tricolore e da un elmetto cinto di alloro.
Senza l’intervento di alcun oratore ufficiale, agli 11 cataletti fu impartita l’assoluzione e poi vennero collocati su due grandi catafalchi, cinque a destra e sei a sinistra dell’altare maggiore della Basilica. Al termine di un semplicissimo rito, il tempio venne fatto sgombrare e per tutta la notte le bare vennero cambiate di posizione, così da essere sicuri che nemmeno una particolare venatura del legno o una posizione di un chiodo, potesse suggerire a qualche addetto ai lavori, su quale fronte fosse stata recuperata quella che da li a poco sarebbe divenuta la salma del Milite Ignoto.
Alle ore 11 del 28 ottobre, Monsignor Angelo Bartolomassi, Vescovo di Trieste, officiò la cerimonia ed al termine, do
po la benedizione dei feretri con l’acqua del Timavo, venne il momento della struggente scelta della salma da traslare a Roma. Tale mesto compito fu affidato a Maria Bergamas di Trieste il cui figlio irredentista Antonio, aveva disertato l’esercito austriaco per arruolarsi come volontario in quello italiano, cadendo in combattimento senza che il suo corpo fosse identificato.In un silenzio assurdo rotto solo dai colpi a salve dei cannoni, scortata da quattro medaglie d’oro, la donna venne portata al cospetto delle undici bare ed inginocchiandosi davanti all’altare, portò le mani al volto, piegò il capo e piange. Trascorsi alcuni istanti di intensa commozione dove non vi fu lacrima che tenne, da Emanuele Filiberto Duca d’Aosta, Comandante dell’invitta III^ Armata all’ultimo dei soldati, Maria guardò lentamente le 11 bare quasi come avesse deciso di voler prima passare dinanzi ad ognuna, ad interrogare il silenzio, a salutare i corpi che contengono, ma tremante e curva, con movimenti quasi irreali, oltrepassò la prima bara ed improvvisamente cadde in ginocchio davanti alla seconda, alzò un braccio e pronunciando il nome del proprio figlio Antonio, congiunse le mani sulla bara dove depone un velo nero: Maria Bergamas, madre delle madri italiane aveva scelto il rappresentante dei figli d’Italia, sarà quello per l’eternità il Soldato Ignoto).

Domenica 6 novembre a Borgo Hermada a Terracina, in una cerimonia che si preannuncia di grande emozione per i grandi valori che verranno trasmessi nell'alzabandiera all'interno del monumento ai caduti e della deposizione di corone da parte di entrambe le amministratori, verrà firmato un “Patto ufficiale di amicizia” proprio tra il Comune di Duino Aurisina e la Città di Terracina al fine di sancire un rapporto dal grande significato emotivo. La stipula di un Patto di Amicizia tra Enti è un’azione complessa, ricca di prospettive, ed è soprattutto uno strumento straordinario di azione interculturale che crea autentici legami di amicizia che producono positive e durature ricadute nel tempo, in quanto diretta a radicare nella società civile i rapporti di collaborazione istituzionale favorendo gli scambi tra i due Paesi. Dal 2007, dall'iniziativa di alcuni soci dell’Associazione Pedagnalonga di Borgo Hermada di Terracina, annualmente è organizzato un fitto calendario di scambi tra Associazioni, gruppi giovanili e rappresentanti delle Istituzioni con la Città di Terracina ed il Comune di Duino Aurisina, tra queste la Proloco Mitreo di Duino Aurisina, il Gruppo Culturale e Sportivo Ajser 2000, il Lions Club di Duino Aurisina, il Gruppo Speleologico Flondar, il Gruppo Ermada e la Consulta giovani.

Le iniziative poste in essere rivestono un particolare significato per entrambi i territori e le nostra Comunità a Borgo Hermada, soprattutto tra chi ricorda sulla propria pelle, o attraverso i racconti dei genitori e dei nonni, il sacrificio degli anni della Bonifica dell’Agro Pontino e della undicesima battaglia dell’Isonzo, che tra l’agosto ed il settembre del 1917 fu combattuta sull’inespugnato Monte Ermada sul nostro territorio da cui trae il nome l’omonimo Borgo di fondazione cui è stato donato un masso proveniente dal Monte Ermada posto all’interno del monumento ai Caduti nel corso di una solenne cerimonia ufficiale e a Duino Aurisina, triste palcoscenico e crocevia delle più cruenti battaglie della prima e seconda guerra mondiale, in modo particolare per le grandi sofferenze che le popolazioni locali hanno dovuto subire.



Al termine della cerimonia ufficiale e della Santa Messa, verrà inaugurata all'interno degli uffici comunali della delegazione di Borgo Hermada, la Mostra “Voci di Guerra in Tempo di Pace”, la copia ufficiale della mostra realizzata dal Gruppo Ermada e dal Gruppo Ajser 2000 che attualmente sta attirando il grande pubblico al Castello di Duino.

Sono infatti oltre 4500 i visitatori (provenienti dall'Italia e dalla Slovenia e dalla vicina Austria) che dal 15 di ottobre hanno visitato la Mostra al Castello sempre più punto di riferimento culturale dell'intero territorio provinciale.


Massimo Romita

Vice Sindaco ed Assessore alla Cultura.



Sulla Pista Ciclabile Canale Moschenizza Draga S. Elia è bene sapere....


Come si è arrivati al Progetto della Pista ciclabile definita Canale Moschenizza Draga S.Elia, progettata nel 2004 e voluta dall'allora Presidente della Provincia Fabio Scoccimarro e dall'allora Assessore ai Lavori Pubblici Piero Tononi che nel 2006 ritrovarono anche le risorse per tale progetto.

Allo stato di fatto la Pista è stata realizzata solo il primo tratto Draga Via Orlandini.

Il lotto Canale Moschenizza (da Monfalcone) che attraverserà il territorio è in fase di progetto definitivo esecutivo da parte della Provincia di Trieste, con grandi difficoltà per le numerose particelle e piccoli espropri che si dovranno fare...

In attesa un pò di storia tratta dal Piccolo di Trieste......


La Regione stanzia un milione e 465 mila euro per la realizzazione. L’attacco a valle nei pressi del canale Moschenizza nell’area attraversata pure dal Locovaz Una pista ciclabile collegherà il mare all’altipiano carsico di Trieste

15 gennaio 2006 — pagina 05 sezione: Il Piccolo Monfalcone

Un milione e 465 mila euro. È questa la somma che la Regione ha stanziato per la realizzazione dell’itinerario ciclabile tra il canale Moschenizza al confine con Monfalcone e Draga San’Elia. Nel giro di due anni l’opera dovrebbe essere completata.
«Si tratta di un intervento che precede una serie di percorsi che uniscono le province di Gorizia e Trieste con la vicina Slovenia. Una volta ultimata l’opera - occorreranno circa due anni - la zona potrà essere godibile da un punto di visuale completamente diverso», spiega l’assessore provinciale di Trieste Piero Tononi.
Il progetto realizzato dall’ingegner Passigato di Verona considerato uno tra i più importanti esperti di piste ciclabili «prevede - spiega ancora Tononi - un itinerario attraverso le zone più suggestive della provincia. Il primo tratto che è stato finanziato arriverà fino a Opicina passando attraverso Sgonico».
Intanto è stato ultimato il centro servizi in via Orlandini proprio lungo il tracciato che collega la città alla val Rosandra. Ospiterà un infopoint oltre che un bar e i servizi igienici. Per il secondo di questi interventi e cioè il tratto tra via Orlandini e Prebenico bisognerà ancora attendere qualche tempo. Sarà necessario il ripristino dei ponti ferroviari demoliti, la sistemazione del sottofondo e la pavimentazione degli attraversamenti in corrispondenza della viabilità ordinaria. È in via di ultimazione, per esempio, il sottopasso all’incrocio con la provinciale 11.
In questo lotto rientrano alcune opere di ristrutturazione dei fabbricati esistenti e la costruzione di nuove scale pedonali di servizio in via Brigata Casale e in via Alpi Giulie.
L’attacco a valle della pista ciclabile, che non mancherà di suscitare l’interesse di molti amanti della mountain bike, è stato fissato nei pressi del canale Moschemnizza, nella zona dove scorre pure il canale Locovaz, a due passi dal mare

Arriva fino a Monfalcone la pista ciclabile: finanziamento regionale

15 gennaio 2006 — pagina 26 sIl Piccolo sezione: Trieste

TRIESTE Un milione e 465 mila euro. È questa la somma che la Regione ha stanziato per la realizzazione dell’itinerario ciclabile tra il canale Moschenizza al confine con Monfalcone e Draga San’Elia. Nel giro di due anni l’opera dovrebbe essere completata. Si aggiunge a quella in via di ultimazione che collega San Giacomo a Draga Sant’Elia in un percorso di 12 chilometri sfruttando la vecchia ferrovia austriaca di Campo Marzio, dismessa all’inizio del Novecento e diventata nel corso degli anni una discarica a cielo aperto.
«Si tratta di un intervento che precede una serie di percorsi che uniscono le province di Gorizia e Trieste con la vicina Slovenia. Una volta ultimata l’opera - occorreranno circa due anni - la zona potrà essere godibile da un punto di visuale completamente diverso», spiega l’assessore provinciale Piero Tononi.
Il progetto realizzato dall’ingegner Passigato di Verona considerato uno tra i più importanti esperti di piste ciclabili «prevede - spiega ancora Tononi - un itinerario attraverso le zone più suggestive della provincia. Il primo tratto che è stato finanziato arriverà fino a Opicina passando attraverso Sgonico».
Intanto è stato ultimato il centro servizi in via Orlandini proprio lungo il tracciato che collega la città alla val Rosandra. Ospiterà un infopoint oltre che un bar e i servizi igienici. Per il secondo di questi interventi e cioè il tratto tra via Orlandini e Prebenico bisognerà ancora attendere qualche tempo. Sarà necessario il ripristino dei ponti ferroviari demoliti, la sistemazione del sottofondo e la pavimentazione degli attraversamenti in corrispondenza della viabilità ordinaria. È in via di ultimazione, per esempio, il sottopasso all’incrocio con la provinciale 11.
In questo lotto rientrano alcune opere di ristrutturazione dei fabbricati esistenti e la costruzione di nuove scale pedonali di servizio in via Brigata Casale e in via Alpi Giulie.

Piste ciclopedonali, nuovi lotti in lavoro per completare l’anello

04 maggio 2005 — pagina 21 sezione:Il Piccolo Trieste

Nel 2004 la Provincia ha adottato il «Piano della viabilità e del trasporto ciclistico» e di recente il «Piano del traffico per la viabilità extraurbana» che recepisce il primo: come risultato, stanno avendo grande impulso, sia sul litorale sia sull’altipiano carsico le piste ciclopedonali. Attualmente, afferma la Provincia, è in fase di progettazione definitiva l’itinerario ciclabile sull’altipiano, che andrà dal Canale Moschenizza (al confine con la provincia di Gorizia) fino a Draga Sant’Elia. La pista ciclabile vera e propria, che va da Draga Sant’Elia a San Giacomo, è invece in parte già completa e agibile da tempo, pure nel tratto di sei chilometri della Val Rosandra (da San Giuseppe al confine con la Slovenia): è stato realizzato già nel 2001.
E sono pure in corso i lavori del primo stralcio del terzo lotto del tracciato, che comprende il sottopassaggio di San Giuseppe e la stazione di partenza di San Giacomo, dove l’amministrazione provinciale prevede di creare un punto informativo e di ristoro, con servizi e un parcheggio capace di ospitare una trentina di autovetture. «Se in futuro verrà dismessa la linea ferroviaria, la pista - prosegue la Provincia - potrebbe partire da Campo Marzio, come era inizialmente previsto».
Questi lavori sono finanziati in parte dalla Regione, con un programma triennale di quasi un milione e mezzo di euro, mentre la specifica pista ciclopedonale è stata finanziata con fondi Interreg, e la Provincia ha stanziato 1,2 milioni di euro per il completamento del secondo lotto.
Afferma l’assessore ai Lavori pubblici, Piero Tononi, convinto promotore del circuito ciclabile provinciale: «Il 17 maggio verranno aperte le buste con le offerte relative all’asta pubblica per l’assegnazione dei lavori relativi al secondo lotto, con il completamento della pista ciclabile da San Giacomo a San Giuseppe. Se si procederà secondo il programma - aggiunge - entro giugno 2006 saranno terminati i 12 chilometri totali, tutti in sede propria e protetta, a beneficio di esperti e di semplici appassionati».
Gli altri itinerari ciclabili del litorale e del Carso prevedono invece sia tratti asfaltati su tracciati dove contemporanente viaggeranno anche le macchine, sia su strade forestali sterrate e su sedi proprie. In tutti i casi, provenendo dall’Isontino o dalla Slovenia sarà possibile raggiungere Trieste in bicicletta.
Ma c’è un «ma»: per chiudere l’«anello» provinciale con il collegamento tra la costiera e la stazione, tra la zone Ezit e Muggia, serviranno altri fondi. E ci vorrà anche un «piano della mobilità comunale».


TONONI (PDL): “LA PRESIDENTE POROPAT DEVE SMETTERLA DI PRENDERE IN GIRO GLI STUDENTI TRIESTINI”

TONONI (PDL): “LA PRESIDENTE POROPAT DEVE SMETTERLA DI PRENDERE IN GIRO GLI STUDENTI TRIESTINI”

02 / 11 / 2011

MICHELE ARENA

Pubblichiamo una nota stampa del vice coordinatore provinciale del PDL Piero Tononi:

“Con l’affermazione Provincia vicina agli studenti la Presidente Poropat – dichiara il vicecoordinatore provinciale del Popolo della Libertà Piero Tononi – continua a pronunciare sterili e vuote parole verso chi protesta per l’estrema precarietà delle strutture scolastiche, soprattutto delle scuole medie superiori, proprio quelle di competenza di Palazzo Galatti”.

“La protesta – continua il consigliere regionale del Pdl – ove non viene strumentalizzata da esponenti dell’ultra sinistra con secondi fini è condivisibile da tutti perché bisogna rimarcare l’assoluta inadeguatezza di concretezza degli ormai oltre cinque anni di amministrazione di centrosinistra della Provincia di Trieste.

Appena insediata la giunta Poropat nel 2006 con l’assessore Tommasini, rimosso per l’assoluta inerzia dimostrata nei cinque anni di referto, ha subito iniziato con proclami roboanti ma estranei alla realtà triestina e all’emergenza della situazione strutturale di buona parte delle scuole.

L’amministrazione di centrosinistra si è riempita la bocca con una serie di programmi totalmente sterili e privi di prospettive reali ma in compenso è stato smantellato l’ufficio tecnico, che la giunta Scoccimarro con tanta fatica e sacrificio aveva messo in piedi ed è stato cancellato il piano d’intervento che prevedeva in dieci anni la messa a norma della quasi totalità delle scuole superiori triestine. In oltre cinque anni sono stati si e no conclusi alcuni dei lavori pensati e avviati dagli amministratori di centrodestra (mai portata a termine invece la trasformazione delle ex officine dell’Istituto Volta in aule, intervento avviato nell’aprile 2006) e solo poco tempo fa il neo assessore all’edilizia scolastica De Francesco ha parlato di scuole nel comprensorio della Caserma di via Rossetti”.

“Certi proclami – aggiunge l’esponente del PDL che fra il 2001 e il 2006 è stato assessore all’edilizia scolastica in Provincia – non fanno altro che illudere studenti, genitori e tutti coloro che auspicano strutture idonee per gli studenti perché bisogna essere chiari sulle tempistiche: prima di vedere una scuola nel comprensorio di via Rossetti, se tutto andasse per il verso giusto e l’iter dovesse iniziare domani, non potrebbero passare meno di dieci anni, sicuramente troppi per essere attesi dagli studenti.

L’attuale amministrazione provinciale di centrosinistra – aggiunge Tononi – non è nemmeno in grado di utilizzare gli stanziamenti messi a disposizione dalla Regione (sei milioni di euro sono infatti fermi nelle casse di palazzo Galatti) oltre ad avere cancellato tutte le operazioni autofinanziate con mutui che la Giunta Scoccimarro aveva previsto per arrivare con grande sacrificio ad una sistemazione delle scuole nei 10 anni fra il 2005 e il 2015. Certo non avremmo realizzato la Casa del Cinema ma avremmo dato locali idonei per lo studio a chi rappresenta il nostro futuro”.

“Rasenta il ridicolo l’enfasi con cui la Presidente Poropat - conclude l’esponente del PDL – ha nei giorni scorsi annunciato nuove attrezzature per gli studenti visto che anche in questo caso la Provincia non ha investito il becco di un quattrino del proprio bilancio essendo stato un residuo su un ribasso d’asta per l’installazione di telecamere di sicurezza erogato dal Fondo Trieste e che lo stesso Fondo Trieste ha deliberato all’unanimità di destinare a tali finalità”.

MASSIMO ROMITA: «Collegare Sistiana e Duino con una pista ciclabil...

MASSIMO ROMITA: «Collegare Sistiana e Duino con una pista ciclabil...: «Collegare Sistiana e Duino con una pista ciclabile» L’esigenza rappresentata dal Comune di Duino Aurisina alla giunta provinciale Chiesti i...

«Collegare Sistiana e Duino con una pista ciclabile»

«Collegare Sistiana e Duino con una pista ciclabile»
L’esigenza rappresentata dal Comune di Duino Aurisina alla giunta provinciale Chiesti interventi di restauro per le scuole e attenzione per la cartellonistica

DUINO AURISINA

Strade, edilizia scolastica, ma anche piste ciclabili e cartellonistica. Numerose e ben dettagliate le richieste che l’amministrazione di Duino Aurisina ha posto alla provincia. La manutenzione delle strade in primis è il tema più “caldo”. «A Sistiana ad esempio – ha spiegato il vice sindaco Massimo Romita, ieri pomeriggio nella seduta di giunta congiunta - il problema è tra la provinciale 1 e la provinciale 4, dove si forma una grande pozzanghera sull'incrocio adiacente al ristorante “Tre noci”, causando un grave pericolo per i pedoni e gli autoveicoli, inoltre da Sistiana a Borgo San Mauro la strada presenta diverse buche». Anche la frazione di Aurisina ha diverse problematiche: assenza di passaggi pedonali, mancato conferimento delle acque, asfaltatura da rifare. Andando a Duino Mare, tra le richieste il rifacimento della pavimentazione del porticciolo interessato dalla provinciale 2 e la pulizia del verde nel tratto d'ingresso del boowling. L'amministrazione comunale per Sistiana mare chiede la sostituzione dei guardrail e la presentazione di un progetto congiunto, e di richiesta di contributo, al fine di una completa valorizzazione dell’arteria. Ret e gli assessori proseguono

con la lista anche riguardo la provinciale 4 (Malchina-San Pelagio), la 5 (Aurisina-San Pelagio), dove viene richiesta anche la realizzazione di un limitatore di velocità nell'area della Pineta del Carso, la sp. 31 (Aurisina cave-Slivia-Precenicco), la provinciale 32 (da Sistiana a Malchina), la 33 (Duino-Villaggio del Pescatore) e la 34 (San Giovanni-Medeazza)

Oltre al problema strade si è discusso di scuole. «Chiediamo di dar corso al finanziamento delle richieste inviate per l'istituto Dante Alighieri di Duino, per un valore di 600 mila euro e del Villaggio del Pescatore 260 mila» ha affermato il sindaco Ret. Richiesta inoltre la sostituzione di tutte le tabelle, anche s

ulle strade provinciali ricadenti in centro abitato, e realizzate in forma bilingue. Ritenuta necessaria dalla giunta Ret la pista ciclabile, al fine di soddisfare sempre di più un' utenza che ne richiede l'utilizzo, in particolar modo per la realizzazione del tratto da Sistiana a Duino. Riguardo alle opere, occorre accel

erare i tempi di realizzazione del sovrappasso di San Pelagio e di apertura dell'ex Aiat. Infine l'amministrazione chiede una collaborazione congiunta con la provincia in materie di cultura e sport, ambiente e promozione turistica.

Soddisfazione da parte del sindaco Ret: «Questa riunione strategica è servita a decidere come operare, ottenendo il massimo dei risultati, con le risorse che oramai sono sempre più limitate. Seguiranno altri incontri tra i vari assessori e verrà redatto un documento che indicherà i punti su cui ci impegneremo, congiuntamente, a lavorare per poi presentarci compatti in regione con le richieste definitive e realizzabili»

    Cristina Polselli Il Piccolo 01 novembre 2011


Aperto il “sentiero Slivia” Cinque chilometri nel verde




Aperto il “sentiero Slivia” Cinque chilometri nel verde

01 novembre 2011 — pagina 30 Il Piccolo sezione: Nazionale

DUINO AURISINA Un nuovo percorso naturalistico che abbraccia sport, storia e gastronomia, inaugurato domenica, va ad arricchire l’offerta turistica “verde” del Comune di Duino Aurisina. Si tratta del “Sentiero Slivia”, realizzato dal Circolo culturale sloveno Igo Gruden assieme alla Comunella di Slivia, dietro progetto del Prof. Zvonko Legisa, con il contributo della Provincia di Trieste ed il patrocinio del Comune di Duino Aurisina. Circa 5 km, con partenza all’incrocio con la chiesetta (alla fermata dell’autobus), che alla sua fine, riportano al punto di partenza. La prima parte attraversa campi e vigneti in direzione del famoso Castelliere di Slivia (conosciuto anche come Castelliere Marchesetti, in onore di Carlo Marchesetti, scopritore e studioso d’importanti siti preistorici sul Carso), successivamente scende verso la Grotta Linder, per poi proseguire attraverso una serie di sentieri del Cai, fino alla dolina Jurkovci, sede di tre cave di pietra dismesse. Una volta superate le cave il percorso riporta nuovamente in direzione di Slivia, però sul suo lato occidentale, dove sbuca in un’altra dolina che racchiude tre stagni carsici realizzati dalla Comunella. Infine, l’ultima parte dell’itinerario porta l’escursionista all’interno del borgo carsico permettendogli di ammirare i numerosi elementi architettonici tradizionali. Il tutto richiede al massimo tre ore ed, oltre ad essere percorribile a piedi, è adatto anche agli amanti della mountain bike ed del nordic walking (una disciplina sportiva sport di origine finlandese che favorisce salute e resistenza, con un consumo energetico fino al 50% superiore rispetto ad una camminata normale, conosciuta dai fondisti dello sci già dagli anni’30). Ad accompagnare il percorso, inoltre, sono presenti nella cartina del percorso anche una serie d’indicazioni per rifocillarsi gustando i prodotti tipici della zona magari con una tappa all’osteria del paese, alle osmizze ed alle aziende agricole che operano in zona. All’inaugurazione domenicale, al quale hanno partecipato il sindaco Giorgio Ret, l’assessore alla cultura Massimo Romita, i promotori dell’iniziativa nonché oltre un centinaio di persone, è stato sottolineato come “l'obiettivo principale dell’iniziativa, frutto di due anni di lavoro da parte di alcuni volontari sia stato indirizzato verso una offerta di qualità legata del turismo verde ed alla valorizzazione dei territorio circostante”. (vi. at.)